Una pratica colturale tanto semplice quanto efficace...la defogliatura - Da Lozzo Vini
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Una pratica colturale tanto semplice quanto efficace…la defogliatura

La defogliatura è una pratica di gestione del verde, ovvero un’attività che si effettua sulla chioma durante la fase vegetativa.

La gestione del verde include anche altre lavorazioni, quali la spollonatura, la potatura verde, la cimatura, la scacchiatura…

La defogliatura è una lavorazione che attualmente, nelle nostre zone, non è ancora tanto diffusa, anche se gli aspetti positivi, se effettuata nel periodo corretto, sono almeno due:

– si crea un microclima ideale nella chioma;

– i prodotti fitosanitari per la difesa penetrano meglio, andando a coprire ottimamente i grappoli.

Entrambi questi fattori sono fondamentali per ottenere uve sane e ridurre i trattamenti fitosanitari, in certi casi anche eliminandone alcuni, specialmente nelle varietà a grappolo compatto (quali pinot grigio, chardonnay e pinot nero), spesso soggette alla Botrytis cinerea, malattia funginea.

 Il fungo, che si sviluppa in un ambiente umido, provoca un’infezione sull’uva e il successivo marciume, con ingente danno al raccolto. Ecco quindi che la pratica della defogliatura consente di mantenere più asciutti i grappoli e li fa asciugare in minor tempo dopo le piogge e le bagnature notturne (rugiada).

Defogliature tardive, da acino ingrossato a maturazione, possono portare a scottature e ad una conseguente importante diminuzione dell’acidità.

Nelle varietà dove l’acidità è un elemento imprescindibile per ottenere vini di spiccata freschezza,  la defogliatura può essere effettuata anche solo sulla parete meno esposta ai raggi solari (parete a est e a nord), in modo che, nelle ore con irraggiamento più intenso, i grappoli restino protetti dalle foglie (pareti a sud e ovest).

Noi la effettuiamo nella fase di grano di pepe / pisello (in un anno normale alla metà di giugno), quando cioè l’acino da poco formato ha tutto il tempo di abituarsi gradualmente all’irraggiamento, così da evitare il fenomeno delle scottature quando la buccia sarà più fine e sensibile ai forti raggi solari (luglio / agosto). La pianta riuscirà comunque ad ombreggiare parzialmente con nuove foglie i grappoli dapprima esposti.

Tale attività agronomica può essere svolta manualmente o meccanicamente.

Nel primo caso si vanno a togliere le foglie con le mani, pratica sicuramente accurata, ma che deve essere fatta da mani esperte al fine di non pregiudicare il risultato enologico.

Meccanicamente le modalità sono due: ad aspirazione e pneumatica.

Con la modalità ad ASPIRAZIONE, le foglie vengono aspirate da una ventola e strappate mediante coltelli rotanti, barre falcianti o rulli controrotanti, mentre con quella PNEUMATICA le foglie vengono staccate o lacerate tramite dei getti d’aria in pressione. 

Tale metodo ha anche l’ulteriore vantaggio, se effettuato nel momento post fioritura, di pulire i grappoli dai residui fiorali (caliptre), sotti i quali si può conservare il micelio del fungo.